Il sentiero dei fiori

Celebre ma impegnativo itinerario dall’eccezionale interesse paesaggistico, naturalistico e storico. Si snoda attorno ai 3000 metri di quota, sulle impervie creste tra il Castellaccio ed il Pisgana, antica linea di confine con l'Impero austro-ungarico. Ripercorre gli arditi camminamenti, gallerie e triceramenti della prima linea italiana durante la Grande Guerra. Maestoso panorama sulle vette dell'Adamello e dell'Ortles-Cevedale. 

Segnaletica:
segnavia bianco e rosso Cai
Difficoltà:
difficile
Dislivello:
570 m
Durata: 4 ore e 30'
Periodo consigliato:
luglio - settembre
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Con la cabinovia Paradiso si giunge all'omonimo passo (2.585 m). Usciti dalla stazione d'arrivo si costeggia a sud il Laghetto Monticelli inferiore e, spostandosi verso destra, in direzione delle creste rocciose sovrastanti, si segue il segnavia Cai n° 44

La traccia s'insinua tra i ghiaioni ed entra in uno stretto valloncello, generalmente con resti di neve. Il sentiero poi sale ripido sino a sbucare al valico (2.963 m - ore 1/1.15) ai piedi della Punta del Castellaccio dove potrete ammirare un bellissimo panorama, in particolare sulla conca di Ponte di Legno e sul Ghiacciaio del Pisgana

Da qui, seguendo verso sud la segnaletica e usufruendo con cura delle passerelle e delle attrezzature di sicurezza (conviene agganciarsi alle funi e catene), dopo aver percorso alcune cenge, si raggiunge la galleria sotto il Gendarme di Casamadre che si percorre interamente (circa 70 m, buia, utile una pila). Due recenti arditissime passerelle in acciaio, sospese nel vuoto (di 53 e 70 m), che ricordano quelle costruite dagli alpini durante la guerra, costituiscono un’alternativa da brivido al percorso sul terreno. 

Usciti al Passo di Casamadre si continua sul versante di cresta rivolto a ovest attraversando alcuni scoscesi canali a volte innevati o ghiacciati. Raggiunta la base del Corno di Lago Scuro, si sale lungo la parete rocciosa sino alla vetta e al vicino Bivacco "Amici della Montagna" (3160 m - ore 1.45 dal P.so del Castellaccio), ricavato da una baracca militare, adattata a piccolo rifugio dalla guida alpina dalignese Giovanni Faustinelli, a cui va pure il merito di aver dato il via a quest'itinerario. 

Una breve deviazione consente di por piede sulla vetta, dove il panorama è davvero splendido sui ghiacciai e le cime del massiccio adamellino, oltre che sui gruppi della Presanella, Ortles - Cevedale, Bernina e Dolomiti di Brenta. Sulle rocce di chiara tonalite e tra i ghiaioni spiccano splendide fioriture della flora pioniera di alta quota, con saxifraghe, cerasti, linarie, ranuncoli, androsaci e doronici. Tornati sul sentiero, si scende un poco sino a un bivio con una traccia che devia a sinistra scendendo poi verso il Presena. Qui è possibile interrompere l'itinerario scendendo, con qualche difficoltà alpinistica e tratti ferrati, al ghiacciaio Presena (ramponi, piccozza e molta attenzione) e quindi al Passo Paradiso, oppure proseguire con il secondo tratto del sentiero attrezzato che, sempre sul versante di Ponte di Legno, s'abbassa dapprima verso il Passo di Lago Scuro per risalire poi alla panoramica Cima Payer (3056 m ore 3.15/3,45). Questa parte del percorso è un poco meno esposta della precedente e generalmente più agevole. Al Passo di Lago Scuro si possono ammirare pregevoli opere difensive, con una lunga scalinata in pietra e i resti di un villaggio di alta quota. Un ritorno alternativo: dal passo si può scendere al Lago Scuro e da lì risalire al Passo Maroccaro, che riporta sul Ghiacciaio del Presena e poi al Passo Paradiso.